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JPL - "Sapiens, Chapitre 3/3: Actum" (Quadrifonic, 2022)


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       Tracklist

1. Paradis Perdu (5:53)
2. Mon Cercueil (6:08)
3. Alias (La machine²) (4:50)
4. Dansez Maintenant (5:12)
5. Memento Mori (23:01):
– a) Marche vers l’inconnu
– b) Tempus fugit
– c) La mort du roi
– d) Paria
– e) Acta fabula est

      Durata complessiva: 45:04

Nato nel 1970, il francese Jean Pierre Louveton (JPL appunto), in precedenza attivo in un gruppo di buona fama come i Nemo, è un chitarrista e cantante che da anni porta avanti un suo percorso da solista improntato a un'idea di progressive solido quanto fantasioso, che difficilmente delude le attese. Come dice il titolo, questo è il terzo e ultimo atto della trilogia intitolata "Sapiens", cominciata nel 2020, e si tratta decisamente di un epilogo in grande stile.

Come è nelle sue corde, il musicista mescola sapientemente un rock elettrico di grande vigore a spruzzate di prog sinfonico e immaginifico, con tratti di elettronica e momenti più melodici che insaporiscono la ricetta: questo grazie al fattivo apporto dei suoi collaboratori, cominciando dall'eclettico Florent Ville, tastierista e programmatore di suoni virtuali oltre che batterista, e all'altro percussionista Jean Baptiste Itier, mentre il leader ci mette ovviamente le chitarre, ma anche il basso, oltre a strumenti virtuali e una voce abbastanza eclettica nelle diverse fasi del racconto. Tra i picchi della sequenza va citata "Mon cercueil", introdotta dal basso di Didier Vernet su toni introspettivi, incluso il canto modulato di Louveton e poi articolata abilmente in un crescendo graduale di pathos fino a lasciare spazio alla chitarra solista nell'ultima parte. L'atmosfera ha qualcosa di maestoso, quasi epico a tratti, ma i suoni sono moderni e bilanciati per non indulgere troppo alla grande stagione del prog più classico. Altrove, come in "Alias", prevale invece il rock più abrasivo, senza mai cadere nell'hard rock più risaputo: il pezzo prende corpo s'una ritmica grintosa e tiratissima, tra suoni programmati e accelerazioni più sanguigne guidate dalla chitarra, in un'alternanza molto efficace e trascinante, con la voce drammatica in primo piano. "Paradis perdu", in apertura, include anche il colore del mellotron sotto il canto, nella consueta scansione rock di grande effetto, che non soffre cali di tensione.

Interessante anche un episodio come "Dansez maintenant", col riff di chitarra che tiene insieme suoni più variegati di tastiere e intriganti ritmi ballabili di buona presa, a riprova che dal punto di vista dell'ispirazione Louveton ha molte frecce al suo arco. A dimostrarlo è soprattutto, in maniera più compiuta, la lunga suite intitolata "Memento Mori", che apre su cadenze orchestrali e racchiude in oltre venti minuti la vasta gamma espressiva del chitarrista francese: sono cinque segmenti articolati su tonalità solenni e tinte anche fosche, ma sorrette da un certo equilibrio tra le parti in grado di evitare stilemi e cadute di gusto. Il canto del leader procede multiforme tra le diverse anime della composizione per restituire l'ultimo giorno del protagonista, sospeso tra una precoce nostalgia e il timore di ciò che l'attende ("La mort du roi"). In "Paria" interviene abilmente anche il sax di Sylvain Haon, in un clima incombente davvero suggestivo, dove si ascoltano anche il pianoforte e il mellotron, fino alla chiusura di "Acta fabula est": aperta su toni malinconici, con le corde della chitarra acustica in primo piano, quest'ultima parte evolve poi sul disegno drammatico delle tastiere e le dure cadenze della sezione ritmica, mentre il chitarrista punteggia da par suo il gran finale.

Il disco ha molto da offrire, anche se qualcuno dirà che Louveton non ha inventato niente di nuovo. Forse c'è del vero, e tuttavia non sento in questo ultimo capitolo della sua trilogia certi aspetti più corrivi, fino al plagio, di tanto regressive ancora molto in voga, ma invece lo sforzo di rimanere in quel solco con una discreta personalità. Ecco perché si tratta a mio parere di un altro album che merita la giusta attenzione e può riservare qualche bella sorpresa agli appassionati.

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